Postuma Ecclesia

“L’arte è come la natura, si vendica sempre delle offese subite…”

di Cesare Ferri

Pare che Salvador Dalì, a chi gli domandasse suggerimenti sull’acquisto di quadri, fosse solito rispondere: “Volete un quadro moderno? Fatevelo!”. Con ciò volendo intendere che la maggior parte delle moderne opere pittoriche non sono altro che il risultato di una mente mediocre e non certo geniale. Del resto, sprovviste come sono, tali opere, di un qualsiasi contenuto e, al contempo, caratterizzate da una forma che di fatto è una non-forma, possono essere realizzate da chiunque. In sostanza, stando alle parole del grande pittore spagnolo, nito il tempo del genio creatore, è iniziato il tempo dell’idiota che si sente artista.
Con la Quadreria Romantico Seriale (dietro la quale si cela un unico artista che in omaggio all’impersonalità non intende svelare la sua identità) questo discorso non vale, nei suoi quadri, infatti, oltre che esserci un disegno ben congegnato, vi sono anche una storia – che non è difficile intuire – e una interpretazione del presente che ha i connotati della disperazione. Dunque tutto fuorché banalità e mediocrità.
Nei suoi lavori i volti sono coperti da una maschera o sono ingoiati dal colore scuro o sono appena accennati, ciò a signi care che l’essere umano contemporaneo è senza identità e senza carattere, ovvero si tratta, donna o uomo che sia, di un qualcosa di indefinito. I corpi li vediamo feriti così che meglio ci si ricordi della nostra vulnerabilità che raggiunge il suo apice con la morte. Attenti, sembra ammonirci la QRS, non siate troppo spocchiosi e legati alle cose, perché la vita nisce per tutti e forse è meglio dedicarsi ad altro che non sia la sola conquista dei beni materiali.
In un raro caso, nel quadro intitolato Non Est, il volto si vede nitidamente e il corpo non presenta alcuna offesa, ma qui a parlare è il cartello appeso al collo della bambina ritratta: “Non est Pater, non est Filius, non est Spiritus Sanctus“, ovvero l’essere umano desacralizzando quel che lo circonda, ha inevitabilmente desacralizzato se stesso.
Per concludere, le opere della QRS non si possono inquadrare in nessuna corrente artistica essendo, come sono, frutto di una originale ricerca interiore. Non liscia il pelo ai gusti dei critici che vogliono convincerci che il brutto ha una sua dignità, e neppure liscia il pelo ai numerosi cantori delle varie tendenze: in definitiva, non le interessa un accidente seguire le mode.
Con i suoi quadri la QRS intende rivolgersi più alle nostre anime che ai nostri cervelli e allora, almen.

 

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