Numerouno, En Papier

Un sabato di primavera con Ilaria Del Monte

Milano nelle mattine di sole riesce a sprigionare un fascino che ti fa sentire in colpa per tutte le volte che l’hai maledetta per il traffico, il cielo grigio e per le gigantografie dei politici che ti seguono, implorando attenzione.
Con questi pensieri, una mattina di primavera, incontro Ilaria Del Monte. Mi aspetta davanti al teatro Smeraldo, con la sua bicicletta e il suo taglio di capelli asimmetrico. Decidiamo di fare due passi e dopo pochi metri le parole iniziano a scorrere… “Ti piacciono gli animali?”, mi chiede lei a un tratto. Rispondo di sì e in questo modo inizia il racconto.
Ascolto il suo vissuto e scopro che la sua infanzia è popolata da pesci, farfalle, pappagalli, gatti, piccole creature entrate profondamente nel suo immaginario dal quale ora attinge per liberare la creatività.
“Primo volo” e “Io e Milva”- due disegni su carta esposti fino al 9 giugno presso Circoloquadro nella mostra collettiva NumeroUno, En papier – sono piccoli racconti di mondi possibili. Fiabe, in cui elementi reali si intrecciano in combinazioni improbabili, come quelle che creano i bambini nei loro giochi.
Nei disegni, dal tratto leggero, lo spazio bianco crea una magica sospensione e libera lo sguardo. Alla mancanza di sfondo l’artista contrappone la cura del dettaglio, un’attenzione meditativa al particolare che impreziosisce le sue opere.
Sorpresa e incantata dalla libertà della sua fantasia mi immagino lo stupore di quando da bambina ha accudito piccoli bruchi, riponendoli sopra l’armadio, per poi regalarsi la primavera seguente il primo battito d’ali di una farfalla.
Ilaria Del Monte è originaria di Taranto ma vive a Milano da sette anni, laureata in pittura all’Accademia di Brera, con specializzazione in Arti visive. Ha al suo attivo diverse collettive, tra le quali la Mostra Collettiva dei Finalisti del 5° Premio Internazionale Arte Laguna del 2011. In programma la partecipazione ad Art Brescia – Biennale Internazionale dell’arte contemporanea a settembre e una personale in autunno.

Viviana Sampugnaro

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