Lost Paradise

 

In viaggio con Andrea
di Arianna Beretta

In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.
Andrej Tarkowsky

Entrare nei lavori di Andrea Fiorino è un viaggio. Un’esperienza totalizzante che coinvolge la testa, il cuore e i sensi. È un viaggio che ci porta in paesi ed epoche lontane, ma che ci mostra anche dove siamo e da dove veniamo.

Ho avuto la fortuna di seguire il cammino di Andrea fin dal suo esordio: è stato un percorso veloce. La sua crescita è esponenziale e il suo lavoro si arricchisce di giorno in giorno grazie alla sua caparbietà e all’esercizio quotidiano. È un artista che lavora davvero molto, prova ne sono le tele appese alle pareti del suo studio ad asciugare e i taccuini nel suo zaino, o nelle sue tasche, che raccolgono idee, momenti, testimonianze e che hanno una freschezza unica.

Ho scelto il viaggio come metafora del suo lavoro perché è impossibile sottrarsi alla forza ammaliatrice delle sue opere. Colpisce, prima di tutto, il dipinto in sé, nella sua totalità: le sue sacre rappresentazioni, l’esuberanza e la ricchezza del colore, l’abbondanza dei particolari impressionano. Che lo si voglia o no.
È il primo momento del viaggio, come quando si arriva in un paese nuovo e lo si guarda da lontano. Si inizia poi a camminare per vie, a scoprire angoli nascosti, a sentire gli odori, a “vedere” davvero le persone. Lo stesso meccanismo avviene per le opere di Fiorino. Dopo il primo momento di stupore, ci avviciniamo e scopriamo particolari minimi: un tocco di colore, una foglia, un piccolo movimento della tela che si piega sotto il peso del colore o per il soffio dell’aria.

È dunque un viaggio di scoperta. E una sfida, per chi la sa cogliere. Andrea Fiorino unisce alto e basso, culture lontane e richiami colti della nostra pittura medievale e rinascimentale. Credo sia proprio per questo motivo che i suoi lavori, pur mostrando personaggi mitologici distanti da noi, in qualche modo raccontano qualcosa che conosciamo, che ci è familiare. Sono vicini e lontani allo stesso tempo. Riconosciamo un carattere tipicamente europeo nella composizione, e allo stesso tempo i simboli, le piante, gli animali ci riconducono a una dimensione simbolica che percepiamo come legata al mistero e alla spiritualità.

Le opere di Fiorino possiedono grazia, forza e “corpo”. Sono lavori che hanno uno spessore reale, tridimensionali; hanno il potere di coinvolgere anche fisicamente chi le osserva con attenzione. Un viaggio dunque. Un viaggio attraverso paesi ed epoche lontane, foreste e boschi verdi e fitti, accompagnati da una rassicurante presenza animale, alla scoperta delle nostre radici e dei nostri sogni.

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